Last in – First out

Ho sognato di essere un eschimese, di una tribù di eschimesi. Io ero un guerriero, e dovevo proteggere la mia principessa . Ella aveva avuto un amore infelice, e l’aveva perduto. Lui,  trasformato in serpente da un incantesimo, cercò rifugio nel corpo di lei, perchè era caldo, e ci fece la tana. La principessa languiva e dimagriva, indebolita dal parassita, e nessuno di noi sapeva spiegarsi le ragioni del suo male. Finchè in un alba particolarmente gelida, lei divenne fredda e il serpentello, non sentendo più il calore di cui aveva bisogno, le uscì dalla bocca. Così si videro, finalmente… Ma il serpente, appena messa fuori la testa, gelò, rimanendo fuori dalla bocca di lei solo a metà, un bastoncino di ghiaccio. Così si parlarono, e lei capì che lui era il suo amore perduto, ma poi si addormentò e credette che tutto fosse stato un sogno. Al sorgere del sole il serpente ritornò nel corpo, ridivenuto caldo, e la principessa ricominciò a stare male. Ma io, il guerriero, avevo visto tutto ed adesso sapevo come salvare la mia principessa, col serpente che si muoveva sotto la pelle candida: dovevamo portarla in un posto freddo, molto freddo, e raffreddarla tanto da far uscire fuori il serpente.

Poi purtroppo la mia famelica figlia si svegliò e mi chiese di scaldarle il latte, ed io non saprò mai come sarebbe andata a finire la storia.

Quando ho raccontato turbata il sogno a mio marito, lui – che di psicanalisi non ne capisce, ma è un tipo pratico, solutore di problemi – il suo unico, pregnante commento, è stato: “Si, ma il serpente, nella principessa, da dove c’era entrato?”

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.